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** DIABETE ** - Sapere per curare.

 

Che cose è il diabete.

Le Cause & Sintomi

 

Zuccheri.

Il cibo.

 

Il lato fisico del diabetico.

Il lato psicologico del diabetico.

 

Il medico Diabetologo.

La Famiglia.

 

Il lavoro.

Metodologia Glicemica e Insulinica.

 

Documenti.

 


Bergamo - Italia
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Che cosa è il Diabete

 Il diabete é una malattia del pancreas.

Quest'organo, é composto da cellule che forniscono al nostro corpo, l'insulina necessaria ad metabolizzare tutti tipi di zuccheri che sono presenti nel nostro cibo, ossia spezzare la molecola di zucchero per cosi poter essere portata alle cellule che ne fanno uso.

Nel caso in che quest'organo non riesca a fornire l'insulina in quantità necessaria, lo zucchero rimane nel sangue, e questo non riesce a fluire correttamente nelle vene piccolissime, chiamate capillari. Il sangue non raggiunge le cellule, e queste non riuscendo a ricevere ossigeno e zucchero, iniziano a degenerare e morire lentamente.

Ciò avviene in tutti i organi del corpo, reni, pelle, apparato visuale, uditivo, muscolare, digestivo, e ovviamente anche il sistema cardiovascolare, nervoso centrale, periferico e cerebro, tutto il corpo, senza eccezioni é martoriato da questa malattia, il guaio é che il soggetto diabetico non se n'accorge di questo, quando intuisce che qualcosa non va, é tropo tardi per rimediare.

Il diabete quando fuori controllo, é causa di un'immensa perdita di capacità del recupero delle cellule del nostro corpo, ed é questo che alla lunga, crea complicanze che portano all'insorgere di malattie d'ogni tipo finendo per uccidere il soggetto diabetico.

Il diabete non uccide, ma sono le malattie causate da uno scarso controllo che fatalmente provocano la sofferenza e poi il decesso.

Non esiste una cura per la malattia del diabete, anche se ogni anno qualche scienziato o casa farmaceutica annuncia che si fanno passi in questa direzione, é opinione comune che sarano necessari altri 10 anni di ricerca, per arrivare ad una cura propria e vera, perché se si é già capito come funziona il meccanismo della malattia, rimangono ancora molti punti oscuri su le cause scatenanti.

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Le Cause & Sintomi                                               Inizio pagina.

Il diabete si presenta in due tipi distinti, il tipo I (insulino dipendente, giovanile) o tipo II.

Può essere causato da una moltitudine di cause, singole o in concordanza, un peso eccessivo del soggetto (obesità), un'età avanzata (ultra sessantenni), una malformazione del DNA, un banale incidente, una patologia di natura ghiandolare (tiroide), la presenza d'anticorpi che combattono le cellule del pancreas, un fortissimo stress (separazione e divorzio, malattia di lunga durata, decessi in famiglia, perdita di lavoro, difficoltà finanziaria, ecc.), a volte non si riesce a capire il motivo tanto é grande la casistica.

Per prevenire il diabete, é sufficiente mangiare con moderazione, praticare sport, sviluppare una visione della vita più serena, eseguire esami del sangue almeno due volte l'anno. Sono perfettamente informato che non tutti i medici sono d'accordo con questo procedimento, ma la prevenzione é ancora la migliore strada per evitare il diabete.

Un valore di glicemia rilevato a 150, non segnala un diabete, ma sicuramente dà un'indicazione su come deve comportarsi il soggetto esaminato.

Da che cosa si può intuire il diabete ?

I Sintomi.

 La sintomatologia del diabete varia da persona a persona, nonché dal tipo di diabete, in base all'età, tipologia del lavoro che svolge, cosa mangia, se é maschio o femmina, attività sportiva o sedentaria, peso ecc.

In generale, una sete smisurata, un'infinita voglia di urinare accompagnata da una incurabile infezione nelle vie urinarie, fatica nelle gambe, dolori e crampi negli arti inferiori e mani, nervosismo, insonnia, panico notturno e confusione mentale, difficoltà di seguire ragionamenti logici, relativa perdita di potenza sessuale, sgretolamento della pelle, dolori agli occhi, forte perdita di peso, sono alcuni sintomi di glicemia fuori controllo. Ovviamente questi segnali possono anche indicare altre patologie, pertanto in caso di sospetto, indicatelo al vostro medico e lui saprà esattamente cosa voi dovete fare.

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Gli Zuccheri                                               Inizio pagina.

Sono alla base della nostra vita, e per il diabetico sono il suo veleno.

La quantità determinerà che cos'è buono o cattivo.

Una persona normalmente accumula gli zuccheri non utilizzati nella sua normale attività, se non li spende, essi depositano nel corpo sotto forma di "arrotondate ciambelle", grazie all'insulina prodotta dal pancreas.

Il diabetico espelle tutti gli zuccheri nell'urina. Anche quelli che dovrebbe utilizzare per la sua normale attività, perciò dimagrisce a colpo d'occhio.

Tutto quello che mangiamo contiene zucchero, o quasi tutto.

I zuccheri si presentano sotto svariate forme e molecole più o meno complesse. Più complessa è la molecola e più tempo c'impiega ad entrare in circolazione nel sangue, il che vuol dire che non sarà immediatamente disponibile al nostro corpo. Altri zuccheri hanno molecole molto semplici, che appena ingerite si propagano rapidamente nel sangue, alzando notevolmente la glicemia.

Il diabetico non può fare a meno degli zuccheri, ma deve avere una maggiore accortezza su quali e quanti zuccheri le servono veramente. Ogni persona ha la sua necessità di zuccheri in giorni diversi, e non esiste una dieta calorica capace di soddisfare tutte le esigenze, così come non esiste un manuale per educare i figli o una legge che vada bene a tutti.

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Il cibo                                               Inizio pagina.

Il punto di partenza per un controllo efficace del diabete è la scelta del cibo. Non serve fare grandi ed elaborati menu; il semplice e il buono vanno molto d'accordo.

Non tutte le verdure contengono zuccheri, alcune ne sono completamente prive, altre ne forniscono anche tropo, cotte o crude che siano. Ma, contengono anche altre "cose" che riducono la capacità del nostro organismo di assorbire gi zuccheri. Il problema é il condimento. L'olio d'oliva é micidiale, basta qualche goccia per sparare alle stelle la glicemia ed è anche molto lentamente eliminato. L'accetto balsamico anche non è di buona compagnia per il diabetico. Meglio un po' di limone e sale, olio di semi di girasole, che fa bene anche al cuore, e per ultimo, ma non per questo meno importante, naturalmente, un bicchiere di buon vino ROSSO fa molto bene alla glicemia, assolutamente prima o dopo avere mangiato.

La verdura in foglie, (spinaci,...) ben cotta, la carne rossa o bianca, MAGRA, le uova sode, sono tra i cibi più tranquilli per il diabetico.

Il latte e tutti suoi derivati sono da prendere con le pinze, dosare le quantità in base all'attività che si svolge. Il lattosio, zucchero del latte e dei suoi derivati, è di lento e difficile smaltimento.

La frutta anche contiene zuccheri e non pochi, ma il fruttosio esiste in concentrazioni molto svariate anche nella stessa tipologia di frutta. Dipende dalla coltivazione, dalla provenienza, se è matura, cotta o cruda. Da preferire la frutta di succo, arancia, mandarini, a quella di polpa, banane, mela. Attenzione ai succhi così detti "NON ZUCCHERATI o SENZA ZUCCHERI AGGIUNTIVI", perché la concentrazione del succo e dunque degli zuccheri varia molto da marca e tipo di frutta, e si fa presto a bere una quantità non raccomandabile, appunto perché "NON ZUCCHERATI".

Non metto in dubbio che questi succhi non siano zuccherati con aggiunte, ma da lì a pensare che un diabetico ne possa bere quanto le pare, c'è una distanza molto grande. Dunque, prudenza.

La pasta, pane, riso e altri cibi in prevalenza farinacei, sono da consumare con molta moderazione e sempre accompagnati da piatti più consistenti di verdura e carne. La qualità del cibo é importante, però l'attenzione del Diabetico deve essere rivolta soprattutto alla quantità del cibo. Tropo facile mangiare tanto cibo che non contiene un'alta quantità di zuccheri, il problema è che assieme a questo cibo si mangia e si beve anche altri alimenti che possono in combinazione determinare una glicemia elevata.

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Il Lato fisico del diabetico                                               Inizio pagina.

Essendo una malattia che facilmente nasconde i sintomi, il diabetico deve curare il suo fisico, ma anche, e questo è molto importante, il suo stato mentale.

Nel corpo si manifestano quei segnali che indicano l'evolvere della malattia. La degradazione, lenta ma inesorabile, dei organi tali come apparato digestivo, reni, nervi, pelle, strati sanguinei, occhi, in modo diverso in ogni soggetto, non si arresta e avanza con l'età, dunque é di vitale importanza sempre che qualcosa non va bene, informare immediatamente il medico, perché anche una semplice ferita ai piedi, normalmente curabile con un cerotto, nel diabetico si può trasformare in qualcosa di terribile.

Il diabete, dovuto all'alta concentrazione di zuccheri nel sangue, per diversi motivi legati ai meccanismi biologici dell'organismo, ritarda l'azione dei nostri anticorpi, e può anche capitare che, questi non riescono proprio a svolgere il loro compito, dunque la necessità di intervenire con l'ausilio di medicamenti accuratamente e rigorosamente prescritti dal vostro medico. Non deve sorprendere se la cura di una semplice patologia richiede più tempo del normale, nel Diabetico le fasi di reazione sono piuttosto lunghe.

Se il diabete è sfuggito al controllo, e per questo appaiono dei problemi fisici, molte volte il ritorno alla normalità dell'emoglobina glicata, in un periodo de alcuni mesi, porta anche a favorire la cura del problema. Tuttavia, può anche essere che, dopo l'emergenza della patologia causata da un diabete fuori controllo, non sia più possibile ripristinare la situazione, come nel caso di lesioni ai nervi, o patologie legate al disfacimento di vasi sanguinei.

Di conseguenza il controllo della glicemia e dell'emoglobina glicata è d'estrema importanza.

Un raffreddore, influenza, stiramento muscolare, taglio nelle mani, ditta o piede, ma anche un semplicissimo brufolo, ogni singola cosa non va mai stimata al ribasso.

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Il Lato Psicologico del diabetico                                               Inizio pagina.

Per le ragioni sopra, il Diabetico è portato a prestare attenzione a tutto ciò che le accade, anche con una certa esagerazione, e questo è fonte di forte stress, il che non aiuta a mantenere sotto controllo la sua glicemia, essendo lo stress una delle cause più diffuse della propria malattia.

Un Diabetico non accetta facilmente la malattia. E prima di accertare è capace anche di rifiutare la vita. Nei primi anni della malattia, il Diabetico non deve essere lasciato solo con sé stesso, questo lo può portare a prendere delle decisioni molto gravi.

Un Diabetico non dovrebbe mai essere sottomesso a forte stress, non dovrebbe mai guidare una macchina, lavorare troppo, avere delle preoccuparsi con situazioni di conflitto famigliari, nipoti, figli e mogli e accessori vari, ne pensare ai soldi e tutto quanto legato al mondo della finanza e sarebbe tenuto a starsene lontano della politica, religione e ogni tipo di discussioni sociali.

Evidentemente, sto scherzando, nessuna persona vive così talmente isolato, e alla fine, qualunque persona ha sempre una situazione di cui se ne deve occupare, volente o nolente.

E allora cosa dovrebbe fare il Diabetico, per avere una situazione mentale tale a favorire la terapia del diabete?

Deve vivere e lasciare vivere.

Vedere la vita sotto un punto di vista molto staccato, ascoltare musica, andare al cinema, leggere dei buoni libri, andare a pesca, camminare in lunghe passeggiate, lavorare si, ma non essere schiavo del lavoro, preoccuparsi dei problemi che lo circondano senza pretendere di avere la soluzione per ogni singola persona. Insomma, prendere la vita con calma e dignità e farsi gli affari suoi.

Evitare lo Stress, di qualsiasi tipo o forma. E già questo è uno stress.

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Il Medico Diabetologo                                               Inizio pagina.

Fiducia. Questa è la parola chiave.

La fiducia è vitale. Senza un rapporto d'incondizionale fiducia fra il Diabetico e il suo Diabetologo non c'è terapia che tenga.

Non è assolutamente facile intraprendere un rapporto di fiducia. Soprattutto con una persona che, del Diabetico, ha la chiave della vita e della morte.

Come fare a fidarsi? Come riconoscere l'Essere umano nel suo Diabetologo? E non solamente una figura professionale, anche perché un medico professionale non basta al Diabetico.

Non ho la risposta, ma dopo avere cambiato, molte e molte volte, ho trovato nel mio Diabetologo l'Essere umano che quando mi parla e mi consiglia, lo fa con l'anima. Ed è di questo che parlo.

La sincerità nelle parole, la verità che non si nasconde, l'interessamento nella ricerca di nuove soluzioni, la sua richiesta di più collaborazione da parte del paziente, l'intraprendenza in suggerire nuove idee, l'accettare la discussione di pareri anche d'altri dottori, la pazienza e la competenza nell'ascolto del suo assistito, tutto ciò indica una figura d'altissima dignità, capacità, cultura, umanità e può anche diventare un amico, ma forse, chiedere questo è tropo.

Se oggi sono vivo e sto abbastanza bene, lo devo al mio Diabetologo. Grazie Dottore.

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La Famiglia                                               Inizio pagina.

La famiglia del Diabetico è un punto fondamentale e molto delicato nella sua vita.

I famigliari possono rappresentare un indispensabile aiuto e supporto, ma anche un ostacolo alla corretta terapia ed evolvere della malattia.

Tutto dipende di come sia impostata la situazione. L'informazione accurata sulla malattia, che cos'è, come ci si comporta, quali sono le conseguenze future, prepararsi al futuro, cosa fare e cosa non fare, la comunicazione é di vitale importanza per accompagnare l'evolvere della situazione.

Il Diabetico deve essere il più possibile auto sufficiente, non deve essere circondato da attenzioni inutili, ne bombardato da domande di cui non conosce le risposte. Deve sentirsi completamente responsabile di sé stesso. Ma deve anche sentire la prossimità dell'affetto dei suoi cari. Il diabete non è una malattia a contagio.

Facilmente un Diabetico si sente un peso verso i suoi famigliari, e ciò induce a nascondere la situazione alla famiglia. Il che è fortemente uno sbaglio.

Comunicare, parlare, chiedere, e rispondere, condividere il cibo, accompagnare le visite al Diabetologo, tutto questo aiuta il Diabetico ad intraprendere la strada giusta nella terapia. È purtroppo facile lasciarsi andare, e non avere cura di sé stesso quando non s'intravede più uno scopo nella sua vita.

Se prima della malattia tutto scorreva tranquillamente, ora è necessario una forza che mantenga tutta la famiglia in equilibrio, altrimenti, possono sopraggiungere delle tensioni che finiranno per dividere e allontanare persone che soffrono assieme al Diabetico.

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Il Lavoro                                               Inizio pagina.

Questo rappresenta, per il Diabetico un punto di rilevante funzione nella sua terapia.

Nel lavoro il Diabetico trova il giusto momento di consumare gli zuccheri che ingerisce. Deve dosare con cura le ore lavorate, gli sforzi compiuti, l'impegno fisico e mentale, ed equilibrare la sua condizione glicemica con apporti di zuccheri in caso d'ipoglicemia.

Se non fa un lavoro fisicamente impegnativo, deve obbligatoriamente, trovare un'alternativa a questo, che può essere un momento della giornata di sport fisicamente arduo.

Non può pensare che solamente le normali attività casalinghe bastino a normalizzare la sua condizione glicemica, ci vuole di più. Chiaramente se svolge un lavoro "d'ufficio", é molto raccomandabile consultare uno specialista per non sottoporre il suo organismo a sforzi che potrebbero danneggiare più che aiutare.

Comunque, in ogni caso non deve esitare a cambiare lavoro se si trova ad affrontare una situazione che le impedisce una regolare vita e non le garantisce una lontananza da situazioni di stress. Meglio cedere le responsabilità di un posto molto pesante a chi può essere in grado di sopportare meglio la pressione, che dover sentirsi alludere che non si è più in grado di prendere delle decisioni. Nessuno è indispensabile per il posto che occupa, mentre solamente il proprio soggetto è in grado di regolare la sua condizione glicemica.

Lavorare si, ma schiavo del lavoro No. Prima la salute, poi il lavoro, poi tutto il resto, a questo deve pensare il Diabetico. Ne va della sua propria vita e futuro.

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Metodologia Glicemica e Insulinica                                               Inizio pagina.

L'apparecchio che misura il tasso di zucchero nel sangue fa giustamente questo, e solo questo, misura la glicemia. E la glicemia è l'unica informazione precisa e indubbia che il Diabetico dispone a qualsiasi momento. Il diabetico deve fare controllare la sua macchinetta ogni qualvolta vada dal Diabetologo, per sicurezza.

Esistono due dati di fondamentale importanza per il diabetico, la Glicemia e l'Emoglobina Glicata (HbAc1).

La glicemia si può conoscere a qualsiasi momento, l'emoglobina glicata no. Questa si conosce quando si fanno gli esami del sangue specificamente richiesti dal Diabetologo. Il risultato degli esami dimostra in una percentuale, quanto zucchero è rimasto nel sangue attaccato ai globuli rossi nelle ultime 6/8 settimane.

 Dunque per un certo periodo di tempo il diabetico esegue la sua glicemia (ca 2 mesi) e dopo si presenta per gli esami del sangue e poi prende atto dell'emoglobina glicata di quel periodo passato, se necessario corregge la sua terapia Insulinica, adegua la sua dieta e il suo dispendio fisico e ricomincia a controllare la glicemia, e poi si ripresenta dopo 2/3 mesi per un successivo controllo e cosi via. In altre parole ogni giorno il diabetico fa le sue glicemie, e ogni 2/3 mesi prende atto della sua condizione di HbAc1.

Fermo restando, che niente può sostituire gli esami del sangue, è ovvio che se potesse avere l'informazione riguardante la sua HbAc1 in tempo reale, e particolarmente in caso di sostanziale scompenso glicemico, potrebbe adeguare in un tempo più breve la sua terapia Insulinica, e recuperare una situazione tendenzialmente negativa. Ma non può fare degli esami del sangue tutti i giorni o una volta alla settimana, ma nemmeno ogni mese. Pertanto è necessario stabilire un metodo di misurazione della glicemia, associato ad un calcolo di media per conoscere una situazione tendenziale della HbAc1.

Nell'ambiente medico è comune accordo che una media glicemia di 117mg/dl corrisponde ad una hbAc1 di 5,8%.

Con 09 misure di glicemia al giorno si può disporre di una media glicemia giornaliera molto buona, sommando i risultati e dividendo per 9, o per quanto misure siano state effettuate nell'arco della giornata, (digiuno, metà mattinata, pranzo, 2 al pomeriggio, cena, 2 alla sera, 1 prima di corricarsi). Già, sono tante, ma se si arriva a farne al meno 7 può anche bastare.

Il risultato di questo calcolo va diviso per 117 e moltiplicato per 5,8, e si ottiene una HbAc1 del giorno. Il che vuol dire assolutamente niente. Ma è un parametro che il Diabetico può controllare, e immediatamente prendere conoscenza di quanto sta accadendo nel suo organismo.

Continuando a fare sempre le sue misure, giorno dopo giorno, settimane e settimane, dopo un mese può somare le medie di glicemia ottenute tutti i giorni, dividere per i giorni passati e avere una media glicemica mensile, dividerla per 117, moltiplicare il risultato per 5,8 e ottenere una HbAc1 del mese.

Dopo due mesi somare l'HbAc1 trovate, dividere per due e ottenere un valore molto, ma molto vicino da quello che ricaverà dai suoi esami del sangue. E così avrà tutti i giorni la possibilità di regolare o adeguare la sua terapia Insulinica nel miglior modo possibile prima ancora di aver fatto gli esami del sangue.

Anche gli esami delle urine sono molto importante, ma riguardo a questo non c'è nulla da fare, a parte farsi gli esami e attendere i risultati, ogni 2/3 mesi.

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Documenti.

Un file, in formato Open Office ODS, dunque un foglio di calcolo. Questo documento contiene le formule e tutto l'insieme di formatazione grafica necessaria per seguire un metodo di misurazione glicemica e amministrazione insulinica, cosi come un quadro, gionaliero, settimanale, mensile e annuale dell'evolvere della malattia sotto questo punto di vista.
Può essere liberamente scaricato, condiviso, copiato, e modificato secondo le proprie esigenze, consiglio solamente tenere una copia dell'originale salvata e non modificata, non sia mai dove si va a finire facendo delle modifiche.

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Bergamo - Italia - info[at]giovannifusini[dot]it - dicembre'17